SALONE DEL MOBILE 2026: MANGIARE A MILANO DURANTE IL FUORISALONE, I NOSTRI INDIRIZZI PREFERIT

Dal 21 al 26 aprile 2026, Milano si trasforma. Rho Fiera ospita la 64ª edizione del Salone del Mobile, appuntamento internazionale di riferimento per il design e l'arredamento, mentre la città intera si accende con il Fuorisalone 2026: installazioni, eventi, showroom aperti, quartieri reinventati, strade che diventano palcoscenico. Dalla Tortona Design Week a Brera Design District, da Isola a NoLo, ogni angolo della metropoli dialoga con il design internazionale per una settimana che non ha eguali al mondo.
Ma Milano durante la Design Week non è solo design. È anche una delle esperienze gastronomiche più ricche e varie d'Europa. La città accoglie ogni anno professionisti, creativi, buyer e appassionati da tutto il mondo, e la sua scena culinaria risponde con la stessa energia: nuove aperture, format sperimentali, ristoranti che diventano spazi espositivi, chef che collaborano con brand di design. In questo intreccio tra estetica e gusto, fermarsi a mangiare bene non è una pausa dalla Design Week — è parte dell'esperienza.
Orientarsi, però, non è semplice. Milano offre tutto: dalla cucina regionale italiana più autentica alle contaminazioni internazionali, dal fast food di qualità alla cena d'autore, dall'aperitivo in zona Tortona alla serata con DJ set fino a tarda notte. Abbiamo selezionato per voi i ristoranti e i locali dove vale davvero la pena fermarsi — non per la storia o il concept, ma per quello che arriva nel piatto. Buona settimana e buon appetito.
Ristorante Acanto — all'interno dell'Hotel Principe di Savoia in Piazza della Repubblica, è una delle destinazioni gastronomiche più raffinate della città, aperta e frequentata ben oltre la clientela dell'hotel. In cucina lo chef Matteo Gabrielli propone una carta che bilancia i grandi classici milanesi e italiani con preparazioni più contemporanee: il Risotto Gallo Gran Riserva alla Milanese, l'Ossobuco con gremolada e purè, la costoletta di vitello, ma anche il Risotto al burro nocciola con tartare di gamberi rossi e lo Spaghettone aglio, olio, peperoncino e polpo — piatto signature da non perdere. Disponibile sia il menu à la carte che un percorso degustazione da sei portate stagionali. La carta dei vini conta 850 etichette curate dalla sommelier Mara Vicelli, con 35 verticali, biologici, biodinamici, passiti e una selezione no alcol. La domenica il pranzo diventa evento: quattro isole tematiche, ostriche e crudi di mare, cucina a vista, musica dal vivo e dolci del pasticcere Beniamino Passannante. Un indirizzo che durante il Salone vale doppio: elegante, centrale, aperto tutti i giorni a pranzo e cena.
📍 Piazza della Repubblica 17 | ☎ +39 02 6230 2026 | Pranzo 12:30–14:30, Cena 19:30–22:30
Bluesquare — la nuova "contemporary inn" di Via Tortona, proprio di fronte al MUDEC, aperta dalle 10 di mattina fino a mezzanotte (2:00 nel weekend). Il design è firmato Andreu World, con materiali sostenibili, grandi vetrate e una consolle DJ dietro al bancone. In cucina gli chef Buddy Tamang e Fabrizio Melchiorre propongono un menu che mescola Tokyo e Mediterraneo: dal business lunch con noodles al pesto coreano e lo mein cacio e pepe, al brunch domenicale nippo-med (12:30–16:00), fino alle cene a base di tapas, spiedini robata e sushi bar creativo. L'aperitivo parte alle 17:30 con cocktail e small plates, mentre giovedì il locale diventa listening bar con live music, venerdì e sabato spazio ai DJ set fino a tarda notte. Dolci fatti in casa, opzioni vegane e gluten free, carta vini italiana e internazionale con anche sake e cocktail analcolici. Un posto che cambia faccia quattro volte al giorno senza perdere la propria identità.
📍 Via Tortona, di fronte al MUDEC | Aperto dalle 10:00 a mezzanotte, fino alle 2:00 nel weekend | Brunch domenicale 12:30–16:00
IT Milano — indirizzo storico della nightlife di Brera che sa farsi ricordare prima di tutto per la cucina. L'Executive Chef Romualdo Palladino e l'Head Chef Alex Pochynok propongono un menu in formato sharing — tutto al centro del tavolo — che lavora su Josper e grill robata con materie prime da filiere internazionali selezionate. Gli snack aprono la serata con personalità: millefoglie di patate con maionese agli enoki, bignè con smash burger Rossini al foie gras, e un bonbon di Fassona e caviale Oscietra in tripla cottura che è già il piatto-simbolo della carta. Dalla piastra bottoni di carciofi con Black Angus e tartufo, gyoza di maialino ibérico al ponzu; poi i grandi tagli al carbone — bavetta americana con chimichurri e short ribs con senape. Con il passare delle ore la musica cresce, il DJ set prende il sopravvento e la sala cambia pelle: si viene per mangiare bene, si resta per il resto.
📍 Via Fiori Chiari 32, Brera | ☎ +39 378 4271438 | Mer–Sab 20:00–02:00
Il Lughino — in via Solferino 12 nel cuore di Brera, non è il ristorante vegetariano convenzionale: è un manifesto gastronomico firmato dallo chef-patron Paolo Sanvito, fondato su artigianalità, biologico e sostenibilità — senza congelatore, senza impastatrice, senza scorciatoie. Il menu cambia ogni giorno seguendo stagionalità e disponibilità dei fornitori, tutti biologici certificati, e quando un piatto finisce non si rifà: se ne crea uno nuovo. La lasagna fatta a mano ogni mattina è il piatto-simbolo — oltre 50 varianti nel corso dell'anno, mai le stesse — ma il menu spazia tra antipasti, risotti, pasta fresca, secondi a base di seitan e soia, e dolci tutti artigianali. La carta vini conta circa 70 etichette italiane biologiche, molte biodinamiche. Aperto sette giorni su sette, dalle 11:30 alle 23:00 senza interruzione tra pranzo e cena.
📍 Via Solferino 12, Brera | ☎ 02 659 8972
Don Ciccio — la storica trattoria di Bagheria alla quarta generazione, aperta in via Losanna 11 alle spalle di Corso Sempione. Prima ancora di ordinare arriva qualcosa che non ti aspetti: un uovo sodo e un bicchiere di zibibbo, gesto di benvenuto antico e irrinunciabile. In cucina è la Sicilia vera, senza rivisitazioni: la pasta con le sarde, le sarde a beccafico, la caponata con quella dolcezza agra e rotonda che sa di estate siciliana. Le busiate con pesce spada e melanzane hanno quella torsione irregolare che trattiene il sugo in ogni curva, mentre gli involtini di pesce spada — con pangrattato, uva sultanina, caciocavallo e alloro — sono il piatto che ti fa smettere di pensare. Si chiude con il cannolo riempito al momento e la cassata. Si esce con la sensazione rara di aver mangiato bene e di essere stati trattati bene — e qui le due cose coincidono sempre.
📍 Via Losanna 11, Milano
Cascina Ovi — struttura del XIV secolo a Segrate, a pochi minuti da Milano, dove la cucina sarda trova una delle sue espressioni più autentiche fuori dall'isola. Si comincia con antipasti di grande precisione: il carpaccio di spigola con carciofi sardi di stagione, o la seada di baccalà mantecato con bisque di gambero rosso — cremosa, avvolgente, con quella sapidità controllata che solo una mantecatura ben eseguita sa dare. Il gran fritto di mare è asciutto, croccante, con ogni elemento che mantiene la propria identità. Il pane merita un capitolo a parte: impasti preparati dallo chef con pochissimo lievito, cotti giornalmente, affiancati da un carasau che arriva direttamente da Ovodda, provincia di Nuoro. Da non perdere il tiramisau — il tiramisù reinterpretato con pane pistoccu al posto del savoiardo: più ruvido, più profondo. La carta vini è per due terzi sarda. Un posto vero, sempre più raro da trovare.
📍 Via Olgia 11, Segrate (MI) | ☎ 02 213 95 81
Ricci Osteria — in via Pasquale Sottocorno 27, è l'indirizzo milanese dove la Puglia autentica si mangia davvero, senza scenografie né compromessi. Si comincia con il benvenuto della casa: polpettine di pane fritto con pecorino e menta su frullato di pomodoro fresco, e orecchiette fritte tricolore croccanti e irresistibili. Le orecchiette fatte a mano al coltello ogni mattina sono il piatto per cui vale da sola la visita — la versione con broccoli in due consistenze, pomodorini confit e mollica tostata alle acciughe è già un classico, inserita dal New York Times tra i 25 piatti di pasta essenziali da mangiare in Italia. Tra i secondi le bombette di capocollo con stracciatella di bufala, la parmigiana e il cappello del prete in riduzione di Primitivo di Manduria. Si chiude con il TiramiSud e gli Sporcamuss. Carta vini interamente pugliese.
📍 Via Pasquale Sottocorno 27 | ☎ +39 02 49705612
Osteria Formentini — all'angolo tra via Madonnina e via Formentini, nel cuore di Brera: un'osteria contemporanea che punta tutto sull'autenticità, sulla memoria e sulla qualità delle materie prime. In cucina lo chef Federico Della Vecchia propone un viaggio lungo lo Stivale: gnocco fritto con prosciutto crudo, carciofo fritto con fonduta di parmigiano, risotto alla milanese con ossobuco, pappardelle alla bolognese, trofie al pesto, pasta alla Norma. I secondi vanno dalla cotoletta orecchio di elefante alla costata di Vacca grassa, dal polpo arrosto con crema di patate affumicata al fritto misto. I tre piatti da non perdere: il vitello tonnato alla piemontese, il polpo arrosto e la tartare di manzo con tuorlo marinato. Un posto pensato per tornare, non solo per provare.
📍 Via Marco Formentini 2, Brera
Il Marchese — in Via dei Bossi 3 nel cuore di Brera, uno di quei posti che ti fanno capire perché si va al ristorante. Gli spazi — un palazzo dei primi del '900 con marmi, colonne, velluti, ottoni e pareti volutamente decadenti — creano un salotto enogastronomico nobile e popolare insieme, con la corte centrale ovale come cuore scenico della serata. La cucina romana è autentica: puntarelle impeccabilmente condite, Carbonara, Amatriciana e Gricia senza scorciatoie, il risotto Roma-Milano, il filetto di vitello come saltimbocca, il polpo con zucca. Il vero elemento distintivo è il primo amaro bar d'Europa: oltre 600 etichette italiane, ghiaccio tagliato a mano, cordiali preparati in casa. Segnalazione Michelin, musica live, servizio impeccabile. Sedetevi nella corte centrale.
📍 Via dei Bossi 3, Brera | ☎ 02 58124986 | Tutti i giorni 12:30–02:00, cucina fino alle 23:30
Barbacoa Milano — l'unica churrascaria brasiliana autentica in Europa, nel quartiere Maggiolina. Il cuore dell'esperienza è il rodizio: ogni commensale ha un disco verde per far partire la sfilata dei Passadores con gli spiedoni, e uno rosso per fermarsi. I tagli sono tredici, dalla picanha allo scamone, dall'entrecôte al French Rack d'agnello, fino alla Gobba di Bue arrostita intera per quattro ore. Si comincia con un buffet di 30 proposte tra salumi, insalate e specialità brasiliane come feijoada e pão de queijo. La carta vini conta 140 etichette con nomi come Sassicaia e Masseto, Award of Excellence Wine Spectator 2022. In Guida Michelin dal 2013.
📍 Via Scipio Slataper 19, Maggiolina | ☎ +39 02 688.3883
Potafiori — in via Salasco 17 zona Bocconi, un bistrot immerso nei fiori dove cena, musica live e bellezza si fondono in un'unica esperienza multisensoriale. In cucina l'Executive Chef Giuseppe Buttiglione propone una carta stagionale: troccoli con estratto di gamberi e crudo, casoncelli ai tre pomodori, trancio di rombo alla curcuma con gel di yuzu e barbabietola, costolette di agnello con riduzione al Barolo. Da non perdere le polpette con salsa al pomodoro e polenta concia e il tiramisù della casa. Il martedì e il venerdì il locale si trasforma in teatro intimo con musicisti internazionali e la fondatrice Rosalba Piccinni che canta: i clienti non sono spettatori passivi ma parte dello spettacolo.
📍 Via Salasco 17, zona Porta Romana/Bocconi | Lun–Sab dalle 18:00, ristorante 19:00–22:30
Osteria Pugliese – Gatto Bianco — la Puglia autentica a Porta Romana, con un menu che percorre terra e mare. Il piatto simbolo sono gli spaghetti all'Assassina, preparati in showcooking direttamente in sala: padella rovente, olio extravergine, peperoncino e passata di pomodoro, gli spaghetti che sfrigolano fino a diventare croccanti e bruciacchiati. La pasta è fatta in casa: cavatelli, maritati, orecchiette alle cime di rapa, troccoli con gamberi. Tra i secondi le bombette di carne podolica, il polpo alla griglia con schiacciata di patate, la frittura mista. La cantina conta oltre 400 etichette con netta predominanza pugliese. Disponibile anche un menu degustazione completo.
📍 Via Friuli 75, Porta Romana | ☎ 02 89059690 | Pranzo 12:00–14:30, Cena 19:30–23:00
Succulenta — in piazza VI Febbraio 16 nel cuore di Citylife, cucina del Sud a Milano che non è nostalgia ma orgoglio e sapori veri. Porzioni generose, ingredienti selezionati: pasta Gentile, pomodoro Regina San Marzano, provola di Agerola DOP, carne Podolica. Da ordinare le orecchiette alle cime di rapa, le polpette al ragù, gli ziti alla genovese con sugo di carne e cipolle cotto lentamente fino a diventare crema, e la parmigiana di melanzane con provola affumicata. Le pizze meritano un capitolo a parte: settanta ore di lievitazione, farina Caputo, biga con lievito madre. La Regina Succulenta e la Genovese Napoletana — che trasferisce sulla pizza il ragù bianco di carne e cipolle — vanno provate. Si esce più felici di come si è entrati.
📍 Piazza VI Febbraio 16 | ☎ 352 024 0915
Le Terrazze — al sesto piano dell'UNA Hotels Galles Milano su Corso Buenos Aires, con una vista mozzafiato dalle torri di Gae Aulenti fino alle guglie del Duomo. La cucina celebra la tradizione milanese e italiana con tocchi creativi: Mondeghili con salsa verde, Risotto alla milanese con fondo bruno e gremolada essiccata, Cotoletta fritta nel burro chiarificato. Il menu spazia dalla Tartare di manzo con stracciatella e gel di acciuga al Risotto agli asparagi con fonduta di taleggio, dalla Tagliata con rösti di patate allo Spaghetto ai tre pomodori. Raggiungibile con la M1 da Rho Fiera senza cambi. Perfetto per un pranzo di lavoro o una cena con vista.
📍 Piazza Lima 2 | ☎ 02 204841 | Pranzo 12:30–14:30, Cena 19:30–22:30
Vincenzo Capuano — la pizza napoletana nella sua forma più autentica: impasto ad alta lievitazione, cornicione "a canotto" e ingredienti selezionati con rigore — pomodoro San Marzano DOP, fiordilatte di Napoli, provola affumicata, origano di montagna. Il piatto simbolo è la Provola e Pepe, vincitrice del 19° Campionato del Mondo Trofeo Caputo. La Margherita è disponibile anche con bufala o nella versione ruota di carro, sottile e morbida, che sporge oltre il piatto. In carta creazioni originali come Domeniche Lontane e Abbraccio di Mamma, affiancate dai grandi classici. Si comincia con fritti napoletani. Ampia selezione gluten-free.
📍 Via Lazzaro Papi 7 | Via Alessandro Volta 7 | Piazzale dello Sport 6

Assassina Corner — il primo fast food all'italiana dedicato alla pasta all'assassina: cottura risottata in padella a fuoco vivissimo, pomodoro che si caramellizza fino a creare una crosticina bruciacchiata, croccante fuori e al dente dentro. Il piatto si declina in diverse versioni: classica con spaghetti piccanti, con stracciatella, paccheri con scamorza affumicata, orecchiette alla barese, troccoli con tartare di melanzane. In menu anche bombette, pucce pugliesi farcite e sgagliozze — polenta fritta croccante, la versione nostrana delle patatine fritte. Cucina a vista, veloce ma non banale. Si mangia al tavolo, da asporto o in delivery. Aperto tutti i giorni 12:00–24:00.
📍 Piazza Piemonte 8 | Via Ugo Bassi 22 | ☎ 02 40703683
Pintxo Bistró by Albufera — i Paesi Baschi a Milano con identità precisa e sguardo contemporaneo. Da non perdere le kokotxas — lingua di merluzzo in salsa verde al pil pil con quella consistenza densa ottenuta muovendo la pentola in continuazione. L'huevo de Arzak è una rivisitazione della tortilla con uovo poché in spuma di patate, cipolla confit, peperoni piquillo e formaggio Idiazabal su pane croccante. I calamares cotti lentamente con nero di seppia, miso e zenzero risultano inaspettatamente burrosi. Il sanduiche de langostino — pane fritto al sesamo, gamberi, maionese di lime e pepe — chiude il quadro. Carta vini tutta spagnola, sangria rossa e bianca, signature cocktail. Con la primavera apre anche il dehors.
📍 Via Losanna 36 | ☎ 02 3652 7867 | Mar–Sab 18:00–01:00
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