UN GIOVANE ENOLOGO RECUPERA UN ANTICO VITIGNO, IL BIANCO FRANCAVILLA E NE FA UN VINO STRAORDINARIO: NOSCIA PROTEGGENDO LA BIODIVERSITA’
In una terra ricca di vino come la Puglia non si finisce mai di fare entusiasmanti scoperte.
Si scrive biodiversità, si legge Francavilla. E’ un vitigno che trae il suo nome dalla famosa ed elegante città di Francavilla Fontana, nel cuore del Salento. Rischiava di scomparire, ma un giovane capace e determinato ha deciso di recuperarlo.
E’ l’enologo Simone Santoro, 27 anni, che attraverso i suoi studi, ha scoperto l’esistenza del Francavilla, con cui produce oggi un vino bianco fresco e giovane a bassa gradazione alcolica, esattamente quello che chiedono attualmente i mercati internazionali a causa dei cambiamenti climatici.
SI CHIAMA NOSCIA (NOSTRA), IL NOME AFFETTUOSO CON CUI I FRANCAVILLESI INDICANO LA LORO CITTA’
I francavillesi sono così affezionati alla loro città da chiamarla NOSCIA (NOSTRA), FRANCAVILLA NOSCIA. E NOSCIA si chiama anche il vino bianco , fatto con le uve del Francavilla, che si ispira alla bellezza della cittadina, famosa per il castello degli Imperiali, le sue chiese in barocco romano, la cupola maiolicata più alta del Salento e gli intensi Riti della Settimana Santa.
Racconta la sua storia Simone Santoro: “Quando ho iniziato ad interessarmi del Francavilla, esattamente dieci anni fa, c’erano appena 5mila metri quadrati vitati. Piano piano, abbiamo impiantato nuovi vigneti nell’ azienda agricola di famiglia, Melillo, e poi ho pensato di creare un vero e proprio progetto di promozione e valorizzazione territoriale con cui coinvolgere i giovani produttori, spingendoli ad impiantare il vitigno Francavilla, anche perché non possiamo produrre tutti Primitivo o Negroamaro. E’ sempre bene differenziarci, visto che il mercato è sempre alla ricerca di novità. Al mio fianco ci sono, oltre all’azienda agricola Melillo, Cosimo Forleo, Fabio Lillo e Cosimo Ribezzo”.
“Il nostro obiettivo è di coinvolgere sempre più produttori”, sottolinea Cosimo Forleo, studente di agraria ed enotecnica, anche lui appassionato del vitigno Francavilla.
“La produzione è rigorosamente bio”, precisa il produttore Fabio Lillo. “Non usiamo agenti chimici e lasciamo l’erba crescere per irrobustire la pianta e arricchire di sostanze organiche il terreno”.
La maggior parte dei vigneti, quelli maggiormente vocati, si trovano sulla Francavilla - Villa Castelli., Alcuni si affacciano lungo l’Antica Via Appia, proclamata Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco nel luglio del 2024. Sono infatti attraversati dal tratto che da Taranto arrivava sino a Brindisi, lungo la Carosino – Francavilla Fontana.
Fresco, sapido a bassa gradazione alcolica Noscia piace tanto ai giovani, ma non solo e si presenta in due varianti: bianco e orange dall’originale colore arancio. Nel Noscia orange i sommelier hanno percepito sentori di agrumi disidratati e frutta secca, nel Noscia bianco, frutta esotica, mango, pompelmo ed erbe aromatiche. Entrambi i vini sono persistenti, morbidi, strutturati, tanto da essere il giusto abbinamento per gli aperitivi, i piatti a base di pesce, ma anche a base di carne bianca.
Il giovane enologo firma anche le bottiglie più classiche: Truddu (che significa Trullo) un rosso nelle sue varianti con i vitigni più famosi: Negroamaro, Primitivo e Susumaniello, tutti vinificati in purezza. “I vitigni classici”, spiega l’enologo, “fanno da traino al giovane vino che è sempre più apprezzato dai mercati italiani e internazionali. Siamo presenti in tutti i ristoranti stellati della Puglia e anche all’estero”.
Noscia bianco e orange è per i palati più esigenti e raffinati. Non a caso Simone Santoro sarà presente a Paris Expo 2026, la grande kermesse francese che si svolgerà a Porte de Versailles dal 9 all’11 febbraio. Hall 2 stand C 156. Intanto il video spopola sui social.

VIENI CON NOI A VISITARE FRANCAVILLA E I VIGNETI DEL FRANCAVILLA DOVE NASCE NOSCIA
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Per saperne di più e acquistare i vini on line:
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Cantina Simone Santoro Enologo
Contrada Tagliavanti
Villa Castelli (BR)
Tel + 39 389 967 17 06
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