MARTINO MIDALI: SUPERFICI LUMINOSE, IL JACQUARD COME LINGUAGGIO DEL MOVIMENTO

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Martino Midali presenta la collezione SS26 con "Midali-tudine", un nome-manifesto che racchiude l'essenza del brand: la capacità di trasformare la leggerezza in eleganza, il movimento in grazia, l'attitudine in identità.

Protagonista assoluto è il jacquard, che cessa di essere semplice elemento decorativo per diventare vera struttura espressiva del capo. Il motivo geometrico, sviluppato in tonalità ravvicinate, costruisce una superficie che si anima attraverso la luce: si accende, si dissolve e si rigenera in relazione al movimento del corpo, restituendo una percezione quasi tridimensionale.

Le silhouette rimangono morbide e rilassate, con volumi ampi ma controllati: giacche leggere e decostruite, spalle cadenti, maniche generose e lunghezze fluide. I modelli alternano influenze orientali a una sartorialità più liquida, mentre gli abiti seguono linee verticali che sfiorano il corpo con naturalezza.

Il colore amplifica l'effetto delle superfici: il verde acido porta energia e luminosità; il bronzo caldo ne esalta la profondità con una sensibilità più organica; il viola intenso accentua il carattere grafico del disegno, conferendogli forza e presenza.

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Jacquard luminosi, viscose impalpabili, sete leggere e cotoni vibranti si alternano a laminati iridescenti e texture stropicciate. La palette cromatica spazia dall'argento e dall'oro — per un effetto scultoreo — alla sabbia e ai toni terrosi, fino ai verdi dal lime all'acquatico. A completare il quadro, il bianco gesso e il nero assoluto, accostati a pastelli e stampe delicate.

Tra i capi iconici spiccano i kimono in jacquard abbinati a tuniche lunghe, i tailleur cangianti con stole colorate, la sahariana alleggerita in chiave Midali e il caftano-kimono, dichiarazione di libertà e movimento. Dettagli come bottoni rivestiti ton sur ton, coulisse diffuse e jacquard geometrici arricchiscono ogni pezzo con identità e coerenza stilistica.

A completare i look, i gioielli di Monica Castiglioni, realizzati in bronzo e argento con la tecnica della cera persa e ispirati al pistillo del fiore: pezzi scultorei, componibili e trasformabili, che dialogano con le texture luminose dei tessuti esaltandone la matericità.

Con questa collezione, Martino Midali conferma una visione in cui la moda non veste soltanto, ma accompagna e interpreta, trasformando il gesto quotidiano dell'indossare in un'esperienza di autenticità.



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